Domicilio fiscale e residenza: sono due cose diverse?

Domicilio fiscale e residenza: sono due cose diverse?

Sei un libero professionista?

Se svolgi la libera professione da poco avrai sicuramente notato quanto sia complicato tutto il sistema burocratico che differenzia te stesso come cittadino e la tua persona in qualità di azienda individuale.

Non preoccuparti, ci siamo passati tutti! Sono qui per aiutarti a comprendere meglio alcuni aspetti fondamentali di questa classificazione che è difficile solo in quanto a terminologia.

Una volta che avrai compreso perfettamente, ad esempio, la differenza che intercorre tra “residenza” e “domicilio fiscale“, vedrai che tutto il discorso ti sembrerà meno ostico e facilmente affrontabile. Inoltre, ricorda che quantomeno nei primi anni di attività, è consigliabile farsi supportare da professionisti del settore per la compilazione della documentazione ufficiale.

Di seguito ti spiegherò la differenza tra residenza e domicilio fiscale. Ti illustrerò anche come gestire le comunicazioni e le tassazioni ripartendole tra quelle personali e quelle correlate alla tua Partita Iva.

Le tasse

Un argomento che non piace a nessuno e che si affronta sempre con un giustificato pregiudizio: le tasse. Certo, perché tutta la burocrazia alla fine ruota proprio attorno a questo discorso.

Domicilio fiscale e residenza sono concetti che, fondamentalmente, servono alla Agenzia delle Entrate per stabilire quanto dovrai pagare annualmente allo Stato. Sia come contribuente privato che come lavoratore autonomo che fattura con Partita Iva. I lavoratori autonomi hanno quest’onere in più. Mentre i dipendenti vengono tassati sul lavoro all’origine, ossia prima di prendere lo stipendio netto, chi è in proprio deve pagare la tassazione su quanto ha fatturato.

Oltre a pagare, naturalmente, le tasse personali che spettano ad ogni cittadino. Ecco perché è importante distinguere tra domicilio fiscale e residenza.

Partiamo dal principio

Sì, l’argomento in effetti è piuttosto complesso. Per questo cercheremo di trattarlo nella mia maniera più scorrevole, semplice e fruibile possibile. Partiamo dal principio e cerchiamo di comprendere insieme perché domicilio fiscale e residenza sono concetti così importanti per il Fisco, tanto da rappresentare motivo di sanzione pecuniaria se si dichiarano in maniera errata. Sei pronto? Inizia il viaggio all’interno di una parte di burocrazia italiana! Vedrai che, alla fine, utilizzando molti esempi e una terminologia semplice, riusciremo a vederci davvero chiaro in quest’argomento che sembra assai nebuloso.

 

Indice

  • Domicilio fiscale e residenza: cosa sono, a cosa servono
  • Differenza tra domicilio fiscale e residenza
  • Domicilio fiscale diverso dalla residenza o uguale?

Domicilio fiscale e residenza: cosa sono, a cosa servono

domicilio fiscale e residenza

Comincio col dirti che c’è un altro mio articolo su quest’argomento, che comprende anche il concetto di domicilio legale, che è ancora un’altra cosa. Ti consiglio di leggerlo subito, in modo da poter affrontare questo nuovo argomento con conoscenze di basi già ben rodate. Il domicilio fiscale e la residenza sono due concetti burocratici di grande importanza.

La residenza

La residenza è l’indirizzo della casa in cui un cittadino abita o in cui, comunque, è reperibile sempre per lo Stato, per le Autorità e anche per il Fisco. L’indirizzo di residenza è quello che dà diritto a tutte le agevolazioni previste in Italia. Ciò significa che, se si è residenti nel Comune di Milano, ci si dovrà rivolgere alle strutture cittadine per:

  • sanità;
  • istruzione;
  • tutto ciò che riguarda l’assistenzialismo.

Questo anche se si sceglie di domiciliarsi legalmente altrove. Difficile? Detto così, forse.

Ti faccio un esempio:

  • il signor Terzi è residenziato a casa dei suoi genitori a Milano quindi ha il medico della mutua in città e gli viene fornita la tessera per la raccolta differenziata dal Comune di Milano;
  • il signor Terzi però vive quasi tutta la settimana a Bergamo, più vicino al suo lavoro. Lì ha il domicilio, cioè dichiara di essere rintracciabile lì come indirizzo alternativo, ma non potrà usufruire dei servizi detti sopra.

In pratica, se il signor Terzi si ammala di mercoledì, quando vive al suo domicilio di Bergamo, dovrà andare comunque a Milano per poter richiedere una visita con il suo medico di famiglia e non potrà averne un secondo di riferimento a Bergamo.

Il domicilio fiscale

Il domicilio fiscale riguarda, invece, esclusivamente i possessori di Partita Iva. Per domicilio fiscale s’intende l’indirizzo dove il professionista svolge il suo lavoro. Dove conserva i suoi documenti professionali e riceve le comunicazioni da parte del Fisco.

Facciamo anche qui un esempio, riferendoci sempre al nostro immaginario signor Terzi:

  • il signor Terzi vive in una casa con la sua famiglia, a Milano;
  • ha un ufficio a Monza, dove si reca ogni giorno.

Milano è la residenza del signor Terzi, l’indirizzo che gli servirà per identificarsi come cittadino e che darà a lui e alla sua famiglia tutte le agevolazioni. Monza è invece esclusivamente l’indirizzo fiscale. Quindi:

  • per lo Stato, e le tasse statali, il signor Terzi vive a Milano;
  • per il Fisco, il signor Terzi (identificato come Partita Iva quindi come Azienda Autonoma) vive a Monza.

Differenza tra domicilio fiscale e residenza

domicilio fiscale e residenza

Adesso è tutto più chiaro, no? La differenza tra residenza e domicilio fiscale sta, fondamentalmente, nello scopo d’uso dell’indirizzo. Quello di residenza appartiene al cittadino privato. Quello di domicilio fiscale identifica l’ubicazione dello stesso cittadino nelle vesti di lavoratore autonomo, professionista, quindi Azienda.

Le differenze sostanziali

  • l’indirizzo di residenza va indicato in tutte le pratiche burocratiche che non prevedono l’intervento del Fisco. Ad esempio, per iscriversi a un corso o un concorso, bisognerà indicare come indirizzo quello da cittadino privato cioè il residenziale;
  • l’indirizzo di domicilio fiscale va indicato su tutti i documenti che si compilano in qualità di libero professionista, cioè Azienda Autonoma.

La ripartizione delle imposte

  • tutte le tasse in capo alle persone fisiche, quindi quelle relative all’abitazione, alle proprietà personali, ai servizi comunali (spazzatura) saranno inviate al cittadino privato, quindi all’indirizzo di residenza;
  • tutte le comunicazioni relative alle tasse su fatturato saranno invece mandate all’indirizzo di domicilio fiscale.

Ovviamente, in sede di dichiarazione dei redditi e di compilazione di Unico e 730, bisognerà presentare tutti i documenti, relativi a domicilio fiscale e residenza. Ecco perché si consiglia sempre di farsi aiutare da professionisti del settore, in grado anche di fare correttamente queste distinzioni.

Domicilio fiscale diverso dalla residenza o uguale?

Altro grande dubbio: a questo punto, chi non ha un ufficio, come può gestire tutta questa intricata questione? In realtà non c’è problema, anzi, per certi versi è più facile così.

Prendiamo il nostro solito signor Terzi da usare come esempio?

Il Signor Terzi, disegnatore in libera professione:

  • vive a Milano con la sua famiglia;
  • lavora in casa, avendo adibito la stanza degli ospiti a proprio studio.

In questo caso, residenza, domicilio fiscale e domicilio legale coincidono. Come si fa? Semplicemente si utilizza lo stesso indirizzo per tutte le pratiche, come farebbe un normale cittadino privato. A questo punto, il Fisco identificherà l’ufficio a casa del signor Terzi e invierà lì tutte le comunicazioni. Può essere che poi, a un certo punto, il nostro amico Terzi decida di affittare un bi-locale per adibirlo a ufficio. Allora, dovrà fare semplicemente un cambio di domicilio fiscale. Come? Leggi il mio articolo a riguardo e lo scoprirai!

domicilio fiscale e residenza